PACE MAKER : UTILITA' E LIMITI NEL SEGUIRLI

In ogni grande manifestazione podistica che si rispetti soprattutto mezze maratone e maratone, gli organizzatori dell'evento offrono ai podisti l'opportunità di essere "guidati" dai pace maker, da non confondere con "le lepri" keniote che sono ingaggiate dalle grandi Maratone per scandire il ritmo ai top runners per alcuni chilometri della gara, di norma 15/18km per la Mezza Maratona o 21/35km per la Maratona. I pace maker è gente "normale" , podisti amatori/esperti , ma nulla più che gente come noi che si allena regolarmente e che partecipa alle gare presenti nel territorio nazionale e internazionale.

Considerando il fatto che in questo periodo si avvicinano gli appuntamenti importanti e potremo trovarci a fianco un pace maker che ci conduca al traguardo, vediamo insieme di capirne qual cosina in più su :
  • Chi sono?
  • Qual è il loro compito?
  • Come dovrebbero comportarsi in gara ?


CHI SONO: Il pace maker dovrebbe essere scelto dall'organizzazione per ovvi motivi che riguardano, esperienza podistica sulla distanza da percorrere in gara, avere una forte propensione all'empatia in quanto deve essere un ottimo comunicatore e "leggere" il carattere delle persone facenti parte del gruppo dei podisti al seguito, essere un leader e uno trascinatore di natura per poter trasmettere energia ai podisti meno "adrenergici", avere una buona capacità di interazione e aggregazione con gli altri, avere la capacità di far sorridere e divertire nel momento della fatica , ed essere responsabile del suo ruolo che assume. Di norma i pace maker sono sempre in numero di 2/3 persone per gruppo predisposto dall'organizzazione.

RUOLO : Il compito (ruolo) del pace maker è quello di "scandire il passo" (ritmo al km) in maniera regolare e costante per tutta la durata della gara , evitando "strappi" ove si corre più veloce in alcuni chilometri e si rallenta vistosamente in altri. La tattica migliore è quella di partire a un ritmo leggermente più lento di qualche secondo (") al km e poi dopo qualche chilometro impostare il ritmo gara lasciando nella parte finale la possibilità che chiunque del gruppo possa effettuare un incremento progressivo e raggiungere il proprio obiettivo prefissato. Di norma ogni pace maker viene inserito in un gruppo ove il ritmo di gara da condurre per lui sia comodo di 10/30" al km più lento del proprio personale sulla distanza, tutto ciò per evitare che corra al limite delle sue potenzialità. Esempio se un podista ha un personale sulla mezza maratona di 1h24 (4'00 al km) , sarà possibile inserirlo come pace maker per la mezza maratona sul tempo di 1h30 (4'15 al km) o di 1h35 (4'30 al km).

COMPORTAMENTO IN GARA: il comportamento in gara come abbiamo accennato deve essere dei più responsabili ed empatico possibile, diffidate da colui che si gira al gruppo con tono di sfida appena viene ripreso per aver corso qualche km più veloce. Il pace maker deve "correre per gli altri" e non per se stesso, non è la sua gara, ma la gara di molti podisti al suo seguito che hanno preparato con sacrifici la gara e debbano essere rispettati e aiutati per questo. Diffidate da chi vi dice all'inizio della gara : " correremo i primi km più veloci tanto poi alla fine perderemo qualche secondo per la stanchezza che si presenterà ". Assolutamente non è come abbiamo visto la soluzione migliore per condurre la gara, ma il ritmo deve essere più regolare possibile , percorso permettendo.

Utilità nel seguire i pace maker :

Minore fatica sia mentale e sia fisica: chiunque abbia avuto modo di seguire dei pace maker o di allenarsi in gruppo ha potuto constatare che avere una persona o più persone che scandiscano il ritmo di corsa è fondamentale, mentalmente è una libertà che permette di recuperare energie preziose , sia fisiche e sia mentali. Il correre in gruppo permette di distogliersi dalla fatica perché si ha modo di scambiare qualche parola con i pace maker e con i compagni del gruppo stesso.

Non preoccuparsi di controllare cronometro: se ci fidiamo dei pace maker e li seguiamo affidandoci a loro non avremo la preoccupazione di controllare il ritmo a ogni chilometro, quindi ci concentreremo solo sulle sensazioni fisiche e lasceremo la mente libera da altri "impegni". Molte prestazioni sono limitate dalle tante preoccupazioni che ci portiamo dietro nel dover essere ligi alla tabella di marcia.

Entusiasmo del gruppo: il gruppo come si sa emana una certa energie positiva e trasmette entusiasmo, e quindi energie extra per poter anche correre con qualche secondo più veloce percependo una fatica più limitata e sopportabile, soprattutto nei momenti di difficoltà che si presentano nella parte finale avere in supporto morale e fisico dei pace maker che potranno avere energie in più visto che quel ritmo per loro è di "confort", diventa fondamentale per una buona riuscita della gara.

Limiti del seguire i pace maker:

Non percepire le proprie sensazioni : nel momento in cui ci affidiamo al ruolo dei pace maker per condurci al traguardo è come se pensassimo realmente che solo con la loro presenza riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo anche correndo più veloce di quanto potrebbe essere il nostro ritmo gara. In questo modo mettiamo da parte le sensazioni che provengono dal nostro organismo e rischiamo di correre a un ritmo che non è nostro con la conseguenza di accusare problemi di rallentamento nella parte finale della gara. Consiglio è : seguire i pace maker si, ma date importanza alle sensazioni del vostro corpo.

Ritmo non regolare con conseguente crisi: nonostante in questo periodo sto vivendo l'esperienza di costituire e seguire un gruppo pace maker runningzen, posso affermare per le mie esperienze dirette in alcune gare , come dico ai miei atleti, non bisogna seguire in maniera "cieca" i pace maker senza un minimo controllo del ritmo. Il consiglio è quello di verificare subito nei primi chilometri se i pace maker sono regolari o meno, in questo caso è giusto prendere le dovuto precauzioni in merito al fatto di seguirli o meno. Consiglio è: rallentare mettendosi dietro al gruppo se sono troppo veloci, e mettersi avanti al gruppo se sono troppo lenti e non regolari nella gestione del ritmo.

Troppa gente e poco spazio per correre: a volte in alcune gare , sia mezze maratone e sia maratone ove i partecipanti sono veramente tanti, non ci sono le partenze "ad onda" (frazionate) , e le strade percorse non sono ampie, ci si trova a correre con i pace maker in gruppi veramente numerosi dove diventa anche difficile e pericoloso correre perché potremmo cadere da un momento all'altro per via delle tante gambe e piedi che si intrecciano . Se ci aggiungiamo il comportamento irregolare di alcuni podisti che tagliano la strada o che sorpassano senza avvisare , capite benissimo che il rischio è alto. Consiglio è : stare nelle retrovie o ai lati della strada, non in mezzo al gruppo ove la "bagarre" è all'ordine di ogni falcata.

Per quanto concerne i gruppi dei pace maker sulle diverse distanze possono essere di norma suddivisi in :
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Questi sono in linea di massima i tempi e i pace maker previsti per le gare di Mezze Maratona e Maratona, si può capire benissimo come sicuramente sia molto più importante inserire pace maker per i ritmi più lenti, rispetti a quelli più veloci, per ovvi motivi di esperienza e gestione del ritmo. Un podista che corre sotto le 3h00 sarà sicuramente più "datato" ed esperto di uno che corro sotto le 4h00, quindi il podista più lento ed inesperto potrebbe trovarne maggior giovamento, sempre come ho premesso non correndo "alla cieca", ma avendo percezione di quello che stia facendo.
Tratto da www.runningzen.it